THE GIRL NEXT DOOR 2007, USA, colore, 91 minuti
Regia: Gregory Wilson
Soggetto/Sceneggiatura: Daniel Farrands e Philip Nutman da un romanzo di Jack Ketchum
Produzione: ModernCiné e Modern Girl Productions
Due ragazzine, sopravvissute a un terribile incidente automobilistico che ha ucciso i genitori, sono costrette ad andare a vivere con la zia, una divorziata che ha già alcuni figli da mantenere.
Ben presto la zia comincia a vessare la più grande delle due, ricattandola con la minaccia di rivalersi sulla sorella più piccola che non è autosufficiente.
Il meccanismo si cronicizza sempre di più: la zia, sfruttando la sua autorità da adulto nei confronti dei ragazzini del vicinato, convince un gruppo di adolescenti a torturare la giovane in una serie di terribili sessioni in cantina che culminano in…
Dopo una lunga serie di pellicole clone dei vari Hostel o Saw, finalmente il tema della tortura, sia essa psicologica che fisica, viene trattato in modo adulto, scevro da ogni intento sensazionalistico, in grado di far pensare sulla responsabilità della visione e su certa leggerezza che ha ormai permeato molti generi, dal porno all’horror, finendo con l’oggettivare e privandoci quindi di molte opportunità di riflessione sull’atto stesso.
La messa in scena allestita da Gregory Wilson, forte dell’ottimo materiale di partenza fornito dal romanzo di Jack Ketchum, viaggia volontariamente a corrente alternata, sfruttando in modo magistrale l’atmosfera da suburbia kinghiana di decadi passate per poi virare nell’incubo puro dei vari momenti di tensione e tortura, organizzati secondo un preciso crescendo che, attraverso scene sempre meno sopportabili, culmina in una scena devastante, intollerabile anche per il più incallito guinea-pig lover fra voi.
La violenza è spesso tenuta fuori campo e per questo ancora più potente in quanto, non mostrandoci il tutto, il regista forza la nostra fantasia a lavorare sul materiale suggerito e, si sa, nemmeno il più grande budget spielberghiano potrà mai rivaleggiare con il potere della fantasia.
The girl next door vi costringe a provare emozioni e a riflettere sui tremendi giochi di potere che possono innescarsi all’interno delle relazioni umane. Obbligandovi all’emozione è anche probabile che vi porterà a schieravi: personalmente, se Joshua mi ha regalato qualche sano brivido, con The girl next door era invece molto tempo che non mi capitava di star così male di fronte a un film.
Non rimane molto spazio per considerazioni di tipo tecnico quando un’opera agisce a livello così viscerale, ma è obbligatorio sottolineare l’ottima prova da parte di tutto il cast, anche se naturalmente la pellicola diventa un ottimo palcoscenico per ammirare una Blanche Baker qui nella sua migliore interpretazione di sempre, capace di catalizzare tutto l'odio possibile.
Fotografia, score musicale e scenografia perfetti nel calare lo spettatore indietro di circa 50 anni. Ci troviamo di fronte a uno dei migliori film del 2007, in attesa di una distribuzione straight to video in Italia (che potrebbe anche non avvenire mai o molto tardi) vi consiglio di cercarlo by any means necessary in versione originale, magari accompagnandolo alla lettura del romanzo.
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